Il settore AEC, acronimo di Architecture, Engineering and Construction, sta attraversando una profonda trasformazione digitale.
Tra le tecnologie e le metodologie che stanno maggiormente influenzando il modo di progettare, costruire e gestire edifici e infrastrutture, il BIM occupa oggi un ruolo centrale, ma di cosa stiamo parlando?
BIM significa Building Information Modeling e identifica un approccio alla gestione delle informazioni che permette di creare, organizzare e utilizzare un modello digitale dell’opera durante le diverse fasi del suo ciclo di vita. 👉🏻https://www.symbiotech.it/architecture/#:~:text=BIM%20per%20architettura%2C%20ingegneria%20e%20costruzioni
Parlare di BIM, quindi, non significa semplicemente parlare di progettazione tridimensionale ma il suo valore risiede soprattutto nella capacità di mettere in relazione geometria, dati e informazioni, rendendoli disponibili ai diversi professionisti coinvolti nel progetto permettendo di migliorare il coordinamento tra discipline, ridurre le incoerenze progettuali, facilitare la collaborazione e rendere più efficace la gestione delle informazioni, dalla progettazione fino alla costruzione e alla successiva gestione dell’opera.
Che cosa significa BIM?
L’acronimo BIM sta per Building Information Modeling, generalmente tradotto in italiano come modellazione delle informazioni di costruzione ma la definizione può risultare fuorviante se il termine “modellazione” viene interpretato esclusivamente come creazione di un modello 3D, il BIM è infatti un processo attraverso il quale le informazioni relative a un edificio o a un’infrastruttura vengono create, organizzate, collegate e condivise all’interno di un ambiente digitale.
Un elemento del modello BIM non rappresenta quindi soltanto una forma geometrica: una parete, ad esempio, può contenere informazioni relative a dimensioni, materiali, stratigrafia, prestazioni, quantità, costi, codici e altri parametri necessari alle diverse fasi del progetto; il modello diventa così una rappresentazione digitale dell’opera nella quale geometria e informazioni sono strettamente collegate.
Anche la norma ISO 19650 considera la gestione delle informazioni un concetto più ampio della semplice modellazione 3D, estendendolo all’organizzazione, alla produzione, alla condivisione e alla gestione delle informazioni lungo il ciclo di vita dell’opera.

BIM e modellazione 3D: qual è la differenza?
Una delle domande più frequenti quando si parla di BIM è se un modello tridimensionale possa essere considerato automaticamente un modello BIM: La risposta è no.
Un modello 3D rappresenta principalmente la geometria di un oggetto, di un edificio o di un’infrastruttura mentre un modello BIM aggiunge informazioni strutturate e relazioni tra gli elementi, la differenza può essere spiegata con un esempio semplice:
in un normale modello 3D è possibile rappresentare una porta attraverso la sua geometria, in un modello BIM, la stessa porta può essere un oggetto dotato di informazioni come:
- dimensioni
- materiale
- produttore
- codice del componente
- caratteristiche tecniche
- prestazioni
- quantità
- costo
- fase di installazione
- informazioni di manutenzione
Il valore del BIM nasce quindi dalla possibilità di utilizzare queste informazioni oltre la semplice visualizzazione del modello e per questo motivo, adottare il BIM significa soprattutto cambiare il modo in cui le informazioni vengono gestite all’interno del processo progettuale.
Come funziona un processo BIM
In un workflow BIM, il modello digitale costituisce uno dei principali punti di riferimento per la produzione e la gestione delle informazioni di progetto.
Le diverse discipline possono sviluppare i propri modelli e successivamente coordinarli tra loro.
In un edificio, per esempio, possono essere presenti un modello architettonico, un modello strutturale e uno o più modelli relativi agli impianti MEP, la possibilità di mettere in relazione questi modelli permette di effettuare verifiche e individuare eventuali interferenze prima della fase costruttiva; allo stesso tempo, le informazioni contenute nei modelli possono essere utilizzate per generare documentazione, abachi, quantità, viste, elaborati e altri output necessari al progetto consentendo di ridurre la duplicazione delle informazioni e di creare un processo nel quale i diversi elementi progettuali risultano maggiormente collegati tra loro.
Quali sono i vantaggi del BIM?
L’adozione di un approccio BIM può produrre benefici in diverse fasi del processo AEC, uno dei principali vantaggi riguarda la possibilità di lavorare con informazioni maggiormente strutturate e coordinate.
Un modello digitale condiviso può facilitare la collaborazione tra progettisti, committenti, imprese e altri soggetti coinvolti, migliorando la disponibilità delle informazioni e riducendo il rischio di utilizzare dati non aggiornati.
Il BIM può inoltre contribuire a individuare problemi già durante la progettazione, quando la loro correzione è generalmente più semplice rispetto a un intervento effettuato durante la costruzione.

Tra i principali vantaggi associati a un workflow BIM troviamo:
- maggiore coordinamento tra discipline
- riduzione delle interferenze
- maggiore coerenza della documentazione
- riduzione delle attività ripetitive
- migliore gestione delle informazioni
- maggiore controllo sulle modifiche
- supporto alle attività di analisi e verifica
- collaborazione più efficace tra i soggetti coinvolti
Il beneficio, tuttavia, non dipende esclusivamente dal software utilizzato, per ottenere risultati concreti è necessario che tecnologia, processi e organizzazione siano coerenti tra loro.
Il BIM migliora la collaborazione tra i professionisti
Uno dei punti di forza del BIM è la possibilità di favorire un approccio maggiormente collaborativo: in un progetto tradizionale, le diverse discipline possono lavorare su elaborati e documenti separati, con il rischio che le modifiche non vengano recepite in modo uniforme, mentre in un workflow BIM, i diversi modelli e le relative informazioni possono essere gestiti secondo procedure condivise, permettendo ai professionisti di avere una visione più completa del progetto.
La collaborazione diventa particolarmente importante nei progetti complessi, dove architetti, ingegneri strutturali, progettisti MEP, imprese, committenti e altri soggetti devono coordinare una grande quantità di informazioni.
Gli standard della serie ISO 19650 sono stati sviluppati proprio per fornire un quadro di riferimento per la gestione delle informazioni e la collaborazione lungo il ciclo di vita degli asset.
BIM e Clash Detection: individuare le interferenze prima del cantiere
Una delle applicazioni più conosciute del BIM è la verifica delle interferenze, spesso indicata con il termine Clash Detection il cui obiettivo è individuare automaticamente o semi-automaticamente possibili conflitti tra elementi appartenenti a discipline diverse, si pensi, ad esempio, a una condotta che attraversa una trave, a un canale dell’aria condizionata che entra in conflitto con una struttura o a un impianto che occupa lo spazio necessario per un altro componente: individuare queste situazioni durante la progettazione permette di correggere il problema nel modello digitale. L’alternativa sarebbe scoprire l’interferenza durante l’installazione in cantiere, con possibili conseguenze in termini di costi, tempi e coordinamento.
Strumenti come Autodesk Navisworks Manage sono stati sviluppati anche per supportare attività di coordinamento e verifica dei modelli provenienti da discipline differenti.

BIM e Common Data Environment
Quando più soggetti collaborano su un progetto, la gestione delle informazioni diventa un elemento fondamentale ed un Common Data Environment, o CDE, permette di organizzare e condividere le informazioni del progetto all’interno di un ambiente strutturato.
L’obiettivo non è semplicemente avere una cartella condivisa, ma definire un processo attraverso il quale informazioni, documenti, modelli, revisioni e stati di lavorazione possano essere gestiti in modo controllato.
Questo è un aspetto particolarmente importante nei progetti BIM complessi, dove la quantità di dati e il numero di soggetti coinvolti possono essere molto elevati. Una corretta gestione delle informazioni contribuisce a migliorare la tracciabilità e a ridurre il rischio di utilizzare versioni errate o informazioni non aggiornate.
Come introdurre il BIM in azienda
L’adozione del BIM può essere affrontata attraverso un percorso graduale:
- Il primo passo consiste nell’analizzare l’organizzazione esistente e identificare gli obiettivi.
- Successivamente è possibile definire gli strumenti, le procedure e gli standard necessari.
Tra gli aspetti da considerare rientrano:
- software e piattaforme da utilizzare
- template e standard di progetto
- librerie e famiglie
- struttura dei dati
- convenzioni per la denominazione dei file
- procedure di revisione
- modalità di collaborazione
- formazione degli utenti
- gestione e condivisione delle informazioni
Un’azienda che affronta questi aspetti in modo strutturato può ottenere risultati molto più consistenti rispetto a una semplice introduzione del software senza una strategia complessiva.
Il BIM nel futuro del settore AEC
La diffusione del BIM rappresenta una delle principali direzioni della trasformazione digitale del settore AEC e la crescente quantità di informazioni associate ai progetti rende sempre più importante la capacità di organizzarle, collegarle e utilizzarle in modo efficace.
Parallelamente, l’integrazione con cloud computing, reality capture, automazione, analisi dei dati e tecnologie di intelligenza artificiale sta ampliando ulteriormente le possibilità offerte dai workflow digitali, il modello BIM tende quindi a diventare una componente di un ecosistema più ampio, nel quale progettazione, costruzione e gestione dell’opera sono sempre più interconnesse.
BIM: un nuovo modo di progettare e gestire le informazioni
Il Building Information Modeling non è semplicemente una tecnologia per creare modelli 3D, è un metodo per gestire le informazioni di un progetto in modo più strutturato, collaborativo e integrato.
I vantaggi del BIM possono manifestarsi in molteplici aree: dalla progettazione architettonica all’ingegneria strutturale, dagli impianti MEP alla progettazione infrastrutturale, dal coordinamento alla costruzione, fino alla gestione del patrimonio esistente, per ottenere questi risultati, però, non è sufficiente scegliere un software. È necessario costruire un processo nel quale strumenti, persone e informazioni lavorino insieme.
SymbioTech: supporto alla tua strategia BIM
L’introduzione del BIM all’interno di uno studio o di un’azienda rappresenta un cambiamento che coinvolge sia la tecnologia sia l’organizzazione ed è qui che entriamo in gioco noi!
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Dalla configurazione dell’ambiente di lavoro alla definizione degli standard, dalla formazione degli utenti alla gestione dei workflow multidisciplinari, ogni progetto BIM può essere costruito in funzione delle specifiche esigenze dell’azienda.
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Il BIM può offrire vantaggi concreti quando viene integrato in modo corretto all’interno dei processi aziendali.
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